Thursday, January 27, 2011

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CASO RUBY, VERBALI DIFENSIVI TRUCCATI E ORA BERLUSCONI RISCHIA L'INQUINAMENTO DELLE PROVE

technique is called "subornation of witnesses." That translated into Italian current sounds something like this: obstruction of justice. The chessboard case widens and Ruby on the table lands of the game now also not just this particular account. This issue is raised by opposition members that make up the junta for permission to undertake the Chamber of Deputies. The prosecution, for now only hypothetical, could be given to Silvio Berlusconi and his lawyers. The question, from the thorny legal point of view, it is clear from the last 227 pages were sent last week by the prosecutor of Milan in the House.


Everything revolves around several defensive records found dagli investigatori negli appartamenti di via Olgettina 65, ma mai depositati ai pm come successo per altre carte nella giornata di martedì scorso. I documenti con le dichiarazioni delle ragazze già siglati dai legali del premier non risultano controfirmati a mano dalle stesse. Dopodiché a particolare si aggiunge particolare. A squadernare i fatti sono i verbali delle perquisizioni. In uno di questi si legge che in casa della soubrette domenicana Marystell Polanco gli uomini della squadra Mobile scoprono non il suo verbale difensivo ma addirittura quello di Barbara Guerra, altra ragazza protagonista delle cene di Arcore.

Il quadro, dunque, si complica. Quello che salta all’occhio è il panico del premier davanti a possibili testimonianze delle ragazze. Non a caso, il 15 gennaio scorso, ad appena ventiquattr’ore dalla notizie della sua iscrizione nel registro degli indagati, il Cavaliere chiama “a corte” tutte le ragazze. L’obiettivo della riunione è chiaro: mettere a punto una strategia che blindi i particolari di quelle serate. Le intercettazioni aggiungono indizi. Al telefono la soubrette Barbara Faggioli parla chiaro: “Sono chiamata alle 19, da quanto so dalle intercettazioni emergono cose molto brutte”. Quindi avverte Nicole Minetti: “Mi ha chiamato la segreteria del presidente e mi hanno passato il presidente e mi ha detto di convocare tutte le ragazze per parlare con l’avvocato”.

E ora la notizia di questi singolari Minutes brings substance to the argument of a Knight totally desperate and almost helpless before this tsunami records. Niccolo Ghedini, lawyer and Member of the Prime Minister, appears tranquil. Heard by the Messenger said: "It 's normal that a witness may have his defensive record of the interrogation." The law provides for. It 's true. But the law also provides some tips for during the investigation of defense, the lawyers perform the role of "public official". So, the document drafted by the Union of Italian Chambers criminal reads: "The defender is not required to release copies of the minutes to the person who has made publicly." The reason is simple: evitare il rischio di inquinamento probatorio, se pur indiretto. Il caso in questione sembra ricalcare questa eventualità. La Polanco, ed è un fatto, si tiene in tasca il verbale della Guerra. Perché? Il sospetto è che questo giro di verbali servisse alla ragazze per capire e modulare le proprie dichiarazioni su una linea unica. Detto questo, resta l’inquietante particolare di quei documenti compilati ad hoc, firmati dagli avvocati, ma non controfirmati dalle ragazze. Quale poteva essere lo scopo?

Misteri, dunque. In questa inchiesta se ne trovano molti. Perché dopo l’affaire dei verbali, era già emerso il particolare di un interrogatorio fantasma, andato in scena il 6 ottobre 2010, vale a dire 23 giorni prima che scoppiasse lo scandalo. Non solo, in quel periodo le indagini difensive non erano ancora iniziate. Partiranno il 20 ottobre. Di più. L’unico interrogatorio di Ruby davanti ai legali di B avviene i primi giorni di novembre. E dunque? Di certo c’è che quella serata fu “allucinanate”. Almeno così la definisce Luca Risso, il fidanzato di Ruby. Chi c’era? A suo dire Lele Mora e un emissario del premier. La cronaca di quel periodo racconta che l’avvocato di Ruby è Luca Giuliante. Il 29 ottobre la marocchina lo lascia per passare sotto la tutela di Massimo Dinoia. Il particolare, già noto, emerge anche dall’agendina della marocchina.

Cosa accadde quella sera resta un mistero. Si misero a punto le strategie del ricatto al Cavaliere? Si sa che Ruby voleva chiedergli cinque milioni di euro. Nella sua agendina, contenuta nelle ultime 227 pagine, si legge: “Quattro milioni e mezzo da Silvio Berlusconi che ricevo tra due mesi”. Intanto, il 29 ottobre Giuliante lascia la difesa perché è già legale di Lele Mora nella causa dove l’impresario dei vip è imputato per bancarotta. Eppure Ruby e Giuliante si sentono ancora. Le ultime intercettazioni fissano i contatti nei primi giorni di gennaio. Qui Ruby fa riferimento a “una grossa somma” da chiedere al presidente.

Ecco la scansione temporale. Il 7 gennaio Ruby chiama e chiede a Giuliante: “Siccome io, praticamente non ho modo di talk to the person that we both know it. " Then continues: "I once gave a help, always with the lawyer. I need the same help, however at this time because I am not working. " Giuliante: "I think about it Monday, do not worry." On January 10, Ruby asks: "I have already spoken to the person?". Giuliante replies: "Do not do it through Maximum". E 'Massimo Dinoia? He, the columns of the Courier, denies having had conversations about money with Giuliante requested by Ruby. On 12 January Giuliante updates the Moroccan: "We must always move in person, I spoke yesterday with Max, you see, I am the problem rappresentato a Massimo”. E Ruby risponde: “Comunque il discorso è che la somma è grande…”. L’ultimo particolare emerge dall’agendina di Ruby e riguarda l’avvocato Dinoia . Ruby nella sua contabilità di dare e avere annota: “70mila euro conservati da Dinoia”. E quella cifra è accanto a un’altra: i “170mila conservati da Spinelli” (il tesoriere del premier). (dm)


FONTE: il fatto quotidiano.it

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